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La mente e le menti, di D.C. Dennett

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D.C. Dennett,  La mente e le menti  ( Kinds of Minds , 1996, trad. it. di Isabella Blum, Rizzoli) Il modello di mente presentato da Dennett rientra nell’approccio materialista (la mente non è una sostanza immateriale, ma il prodotto di processi fisici) ed è compatibile con un’impostazione funzionalista, secondo la quale una mente va caratterizzata non tanto sulla base del materiale di cui è fatta (carbonio, silicio, ecc.), quanto sulla base di ciò che è in grado di fare. Le prime forme di vita unicellulari e pluricellulari svolgevano azioni intelligenti (cibarsi, fuggire dai predatori) senza esserne consapevoli; questo vale anche, a un livello ancora più elementare, per le macromolecole come DNA e RNA che sono alla base della vita (pp. 31-32, 34). Se osserviamo il comportamento di questi “robot” privi di mente, possiamo rimanere colpiti dalla loro capacità di elaborare informazioni (in modo rudimentale, certo) e di agire coerentemente con esse, pur senza essere consapevoli di ...

Il conte di Montecristo, di Alexandre Dumas

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Mettersi a scrivere qualcosa su  Il conte di Montecristo  nel 2026 è sicuramente una cosa ridicola, e forse è ancora più ridicolo avere letto per la prima volta questo capolavoro della letteratura dell’Ottocento all’età di quarantotto anni. Ma è andata così. Probabilmente conoscete già la storia, magari anche solo a grandi linee per averne sentito parlare. È il 1815 ed Edmond Dantes, un giovane marinaio, si trova al culmine della felicità: è appena tornato a Marsiglia dopo un viaggio di tre mesi, ha salutato il suo carissimo padre, rimasto vedovo, e con i soldi messi da parte può finalmente sposare la bellissima Mercedes, una ragazza di origini catalane di cui è innamorato follemente. Durante il pranzo di fidanzamento, tuttavia, Dantes viene arrestato: una lettera delatoria lo accusa falsamente di cospirare a favore del ritorno di Napoleone dall’isola d’Elba e Dantes viene rinchiuso, senza processo, nelle segrete del Castello di If. Dopo quattordici anni riesce a evadere in mo...

Tattoo, di Earl Thompson

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Tattoo  di Earl Thompson è un romanzo pubblicato nel 1974, e la prima traduzione italiana è apparsa soltanto quest’anno (!) per i tipi di Feltrinelli (grazie a un ottimo lavoro di Tommaso Pincio). La storia racconta la vita di Jack Andersen, nato a Wichita, Kansas, vista entro un arco narrativo che va dagli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale alla Guerra di Corea. L’esergo del romanzo riporta le voci tratte da  The Concise Oxford Dictionary of Current English  riguardo alla parola “Tattoo”, e ci informa che, nella lingua inglese, tattoo può significare sia il movimento di ritirata dei soldati, sia il tatuaggio come lo intendiamo in lingua italiana. In effetti, entrambi i significati si ritrovano nelle vicende del giovane Jack. E tuttavia, mi sembra che questa storia faccia emergere un terzo significato: tattoo è anche il segno che ogni persona porta con sé e che non è tracciato con l’inchiostro. Si tratta di quel segno che a volte gli altri ci colgono in faccia ed e...