La notte devastata, di Jean-Baptiste Del Amo
Ci sono libri che nascono non solo per un’esigenza intima, l’urgenza di raccontare una storia, ma anche come omaggio alle opere che hanno nutrito il loro autore. È questo il caso del romanzo di Jean-Baptiste Del Amo, La notte devastata (Feltrinelli 2025, trad. di Maria Baiocchi), che è appunto un omaggio alla narrativa perturbante (King e Lovecraft su tutti) e al cinema di Craven ( Nightmare ), Carpenter ( Halloween ), Cronenberg ( La mosca ), Rose ( Candyman ). Sulla carta la trama è semplice: ci troviamo negli anni Novanta, in un complesso residenziale di una qualche periferia francese, e un gruppo di ragazzini decide di avventurarsi in una vecchia abitazione abbandonata, aprendo il classico vaso di Pandora. Ma in realtà la trama non è così semplice, perché l’autore indugia in continue digressioni riguardo alla vita dei protagonisti, dando così forma a una cascatella di sottotrame (del risultato di questa operazione parlerò in seguito). Trame e sottotrame a parte, il tema ...