Un breve soggiorno all’inferno, di Steven L. Peck


Segnalo la recente uscita di Un breve soggiorno all’inferno (Blackie Edizioni, traduzione di Stefano Ternavasio), scritto dal biologo evolutivo e filosofo Steven L. Peck (che, leggo nella nota biografica, è anche di religione mormona).

Soren Johansson, geologo e mormone statunitense, muore all’età di quarantacinque anni. Quando si risveglia, un demone gli comunica che esiste un solo Dio: Ahura Mazda. Dannazione, avevano ragione gli zoroastriani! Il povero Soren per tutta la sua vita aveva creduto nel dio sbagliato, ai cui insegnamenti (filtrati dalle lenti del mormonismo) si era sempre attenuto fino all’ultimo istante.

Xandern, il demone, lo informa altresì che è finito all’inferno. Ma questo inferno non è come un cristiano potrebbe figurarselo: è un’immensa biblioteca – la biblioteca di Babele. La buona notizia è che da questo inferno è possibile uscire, se si trova il libro giusto.
Per chiarire meglio la situazione, riporterò quanto scritto in un cartello di benvenuto a uso dei nuovi arrivati:

«Benvenuti all’inferno. Questo inferno si basa su un racconto di Jorge Luis Borges proveniente dal vostro mondo intitolato La biblioteca di Babele. Qui troverete tutti i libri che possono essere scritti. Quando sarete pronti ad andarvene, rinvenite il libro che narra la storia della vostra vita terrena (senza errori di ortografia, grammatica o di altro tipo) e presentate il volume utilizzando l’alloggiamento sotto questo cartello. Se la storia verrà accettata, sarete accolti in un glorioso paradiso colmo di meraviglie e gioie oltre la vostra immaginazione.»

Un messaggio di speranza, penserete. E tuttavia, nella biblioteca di Babele, che contiene tutti i libri che possono essere scritti, c’è una quantità (quasi) infinita di volumi. Considerate ad esempio il problema che pone la vostra biografia: questa potrebbe essere scritta dal vostro punto di vista, ma anche da quello delle innumerevoli persone che vi hanno conosciuto, o semplicemente sfiorato; inoltre potrebbe essere narrata giorno per giorno, oppure ora dopo ora, oppure minuto dopo minuto. Qual è la biografia corretta?

A ciò si aggiunge la marea di testi tra i quali la vostra biografia risulta dispersa: in linea di principio, tutti i libri che possono essere scritti includono quelli composti di sole lettere A, quelli composti di sole lettere B, quelli che contengono un’alternanza di A e B, oppure una sequenza caotica di sole vocali o di sole consonanti, e così via. Considerato che nella biblioteca di Babele, secondo quanto raccontato da Borges, tutti i volumi sono composti da 410 pagine, mentre ogni pagina ha 40 righe e ogni riga 80 caratteri; considerato ciò, e appurato che le lettere del nostro alfabeto sono 26 (comprese J, K, W, X e Y), cui si aggiungono i segni di interpunzione, i numeri, i caratteri speciali (€@*~>&, ecc.) e gli spazi bianchi; ebbene, considerato tutto questo, provate a calcolare quanti potrebbero essere tutti i libri che possono essere scritti. E, dopo aver concluso il calcolo, provate a immaginare quanto potrebbe essere vasta la biblioteca che li contiene. La sola fortuna, per questi ospiti, è che hanno un tempo virtualmente infinito per trovare il libro giusto. In effetti, questi condannati possono godere di una vita eterna.

Ma è davvero una fortuna? Chi ha letto L’immortale di Borges sa che, in effetti, sarebbe improprio parlare di fortuna, e Un breve soggiorno all’inferno si misura anche con questo racconto borgesiano, integrando ai temi della ricerca e del labirinto quello della disperazione (d’altra parte il protagonista si chiama Soren, come un certo Kierkegaard... ma forse è un caso): la disperazione propria di chi, proiettato lungo un arco di tempo infinito, inizia a smarrire il senso delle proprie azioni e il valore del qui e dell’ora.

Steven L. Peck si diverte (in effetti questa storia sembra un “gioco” narrativo, per quanto tocchi note dolenti); dicevo, l’autore si diverte a tessere un romanzo piuttosto breve che potrebbe divertire anche il lettore (ma forse non quello più esigente) e, allo stesso tempo, farlo riflettere e commuovere.

23/06/2026

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