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Victorian Psycho, di Virginia Feito

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Negli ultimi mesi ho avuto modo di leggere diverse recensioni che elogiavano Victorian Psycho (Mercurio, 2025) di Virginia Feito, a volte paragonandolo ad American Psycho.  Avendo amato l’agghiacciante storia scritta da Bret Easton Ellis, non ci ho pensato due volte a prendere questo nuovo romanzo. Ebbene, lo dico subito: chi si aspettasse una sorta di American Psycho in salsa vittoriana rimarrà deluso. C’è ben poco, quasi nulla, della violenza reiterata, esibita, morbosa, studiata di Patrick Bateman; la gradazione splatter non è così alta, mentre la narrazione è solo a tratti disturbante. (Mi rendo conto che per molti lettori questa potrebbe essere una buona notizia.) Dunque, sono rimasto deluso da questa lettura? No: non appena ho preso atto di questo equivoco e ristabilito nuove coordinate mentali per accoglierlo, ho iniziato a godermi Victorian Psycho , la cui scrittura (anche grazie alla traduzione di Clara Nubile) è piuttosto gradevole. Certo, non è un capolavoro (come può ...

Dungeon Crawler Carl, di Matt Dinniman

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  Dopo aver letto tutto d’un fiato le prime pagine di  Dungeon Crawler Carl  (Mercurio, 2025), buttai giù una semplice nota: “Un libro ignorantissimo, il più ignorante che abbia mai letto. Ma forse anche uno dei più divertenti.” Pensavo che non avrei aggiunto altro, riservandomi di non scrivere una recensione ma, al massimo, una segnalazione da pubblicare sui miei canali social. Poi, arrivato a metà libro, mi ritrovai con un bel po’ di appunti accumulati. E dunque, ecco la mia recensione. Innanzitutto, di cosa parla questa storia? In breve: il mondo è finito. Letteralmente. Un’entità aliena trasforma la Terra in un gigantesco dungeon multilivello, un reality show intergalattico seguito da miliardi di spettatori. I pochi superstiti (tra cui Carl, protagonista per caso, e la sua gatta Donut, improvvisamente parlante e sensibilissima al giudizio del pubblico) vengono catapultati dentro questa struttura letale. Devono sopravvivere, livellare e possibilmente non perdere la pro...

Empusium, di Olga Tokarczuk

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  Ambientato nei primi anni del Novecento,  Empusium  (Bompiani, 2025) è un romanzo che inizia come un inquieto omaggio alla tradizione mitteleuropea (in particolare alla  Montagna incantata  di Thomas Mann), con le sue valli chiuse da catene montuose, i sanatori e gli uomini malati che si perdono in discussioni interminabili. Ben presto, tuttavia, la storia si trasforma lentamente in qualcos’altro: attraverso una prosa che, pagina dopo pagina, si apre ad atmosfere perturbanti (sempre suggerite più che esibite), prende corpo una riflessione sul rapporto tra l’essere umano e la natura. Un rapporto che l’autrice, Olgar Tokarczuk, mostra soprattutto attraverso i dispositivi culturali che l’uomo ha approntato per difendersi da essa:  in primis  la medicina, ma anche i miti folklorici (e i rituali a essi associati) e… il patriarcato. Tokarczuk mette in scena un microcosmo completamente maschile. La vicenda è ambientata in un pensionato per soli uomini. Into...

Vorrh, ovvero l’eterna lotta tra Civitas e Silva

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  Quando leggiamo un libro, lo facciamo sempre attraverso lenti che abbiamo cesellato nel tempo, grazie alle nostre esperienze personali e, tra le altre cose, alle nostre letture. Perché questa premessa? Perché la prima delle due lenti che mi hanno permesso di mettere a fuoco il romanzo qui recensito è un saggio che ho letto di recente:  Visibilmente crudeli. Malviventi, persone sospette e gente qualunque dal Medioevo all’Età moderna  di Giacomo Todeschini (Il Mulino). Nel primo capitolo di questo saggio (che consiglio vivamente) c’è un paragrafo (il secondo, intitolato  La città e il bosco ) che analizza il rapporto tra  civitas  e  silva  – un rapporto centrale nell’immaginario medievale. La seconda lente alla quale ho fatto ricorso è quella della vasta letteratura sul “sacro”, che ha occupato per anni il mio interesse. Se non sapessi che il romanzo di cui parlerò tra poco si regge su molteplici piani di significato (gran parte dei quali so di n...