Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Stephen King

La bambina che amava Tom Gordon, di Stephen King

Immagine
Sono due i motivi per cui scrivo note sui libri che leggo. Il primo è obbligarmi a una lettura attiva, cioè riflettere con maggiore profondità mentre tengo in mano un libro; il secondo è fissare su un supporto esterno quelle immagini, quei pensieri che probabilmente scivolerebbero via dalla memoria. Potrei aggiungere un terzo motivo, la vanità, ma quella ci accompagna sempre nella vita e riguarda probabilmente un po’ tutto ciò che faccio, quindi possiamo lasciarla sullo sfondo: è una presenza scontata. Perché questa premessa? Perché nel corso degli anni sono stato piuttosto scostante nello scrivere dei libri che leggo, e a volte me ne pento. In particolare, in questo momento mi infastidisce non ricordare l’origine di un’immagine: c’è un padre che, a seguito di una separazione, entra nella stanza di sua figlia, una bambina che non arriva ai dieci anni. È sera e vuole salutarla prima di lasciare per sempre quella casa. La bimba è a letto e finge di dormire. Forse lo fa per impedire che i...

La Torre Nera (libri V, VI, VII)

Immagine
Dopo quattro mesi, ho finalmente concluso la lettura dell’intera saga della “Torre nera” di Stephen King. Non mi rimane che parlarvi degli ultimi tre libri (l’ultima recensione risale a “ La sfera del buio ”) e non sarà facile. Innanzitutto, non lo sarà a causa del numero di pagine e della quantità di sviluppi narrativi (alcuni incredibili, anche per gli standard a cui ci abitua il Re) che esse raccolgono; e non lo sarà anche perché sono uscito piuttosto provato da questa lunga immersione nella storia e nei mondi (al plurale) di Roland, Eddie, Susannah e Jake. In questo preciso momento non saprei nemmeno come iniziare… ma in qualche modo si inizia sempre, no? E dunque iniziamo dicendo che il quinto libro, “I lupi del Calla”, è in assoluto il mio preferito della saga. Più bello anche dell’ultimo (il quale, essendo l’ultimo, è straordinario di suo… dunque immaginate cosa possa essere il quinto!). Non entrerò troppo nel dettaglio: lo spazio e il tempo sono limitati, quindi mi concentrerò ...

La sfera del buio (La Torre Nera IV)

Immagine
Convien che si mova la mente, amando Nel riflettere sul primo libro della saga  La Torre Nera  ( qui il link ) avevo richiamato questi versi di Dante ( Inferno , 26, vv. 34-35) per descrivere la figura di Roland, la sua disperazione e la sua marcia ostinata, priva di amore, entro un desolato deserto. Un amore assente, o comunque subordinato al ka, al dovere, all’obiettivo perseguito dal pistolero: raggiungere la Torre Nera. Nel corso dei successivi libri, si è visto, il ka dell’ultimo cavaliere si è allargato in un ka-tet, il destino condiviso da un gruppo di amici: Roland, Eddie, Susannah e Jake. Ma anche in questo caso, e nonostante il riscatto compiuto nel terzo libro ( qui il link ), l’amore sembrava sempre a rischio, minacciato da uno scopo più alto: “Non mi avresti lasciato cadere questa volta?” “No”, rispose Roland. “Né questa volta, né mai più.” Eppure, nell’oscurità profonda del suo cuore, pensò alla Torre Nera ed ebbe un dubbio. Uno scopo, presentato con gli abiti no...

La chiamata dei tre (La Torre Nera II)

Immagine
  Immaginate di aprire una porta, oltrepassarla e di trovarvi nella testa di una persona: vedete quello che vede lei, identica soggettiva, come se i suoi occhi fossero i vostri. Quindi vedete le sue mani che afferrano oggetti, come se fossero le vostre mani (con la differenza che non le riconoscete come vostre perché, beh, sono diverse: appartengono a un’altra persona) e immaginate che a un certo punto troviate il modo di poterle controllare, sostituendo la vostra volontà a quella del suo legittimo proprietario. Vi ricorda qualcosa? Come dite? Il film “Essere John Malkovich”? Bene! O quasi: in realtà sto parlando de “La chiamata dei tre”, il secondo libro della saga “La Torre Nera” di Stephen King, pubblicato nel 1987, ossia dodici anni prima dell’uscita del film di Jonze/Kaufman.  Un passo indietro: avevamo lasciato il pistolero Roland al termine di un lungo viaggio attraverso un deserto. Nel primo libro c’è una rarefattezza di eventi che mi aveva lasciato insoddisfatto. Solo...

L’ultimo cavaliere (La Torre Nera I)

Immagine
Il primo libro della saga “La torre nera” di Stephen King può essere riassunto attraverso il suo straordinario incipit: “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì”. Chiaramente succedono delle cose, lungo questo inseguimento che si dispiega per 224 pagine, ma non sto qui a ripercorrerle. Inizio col dire che questo primo capitolo non mi ha entusiasmato, ma è noto che nei successivi libri della saga King raggiunge le vette a cui ci ha abituati e dunque credo ne valga la pena. Semmai, come sempre mi accade quando leggo il Re, questo romanzo ha dato il via a tutta una serie di pensieri che vorrei fissare nella presente nota prima che fuggano via. Vorrei iniziare la mia riflessione con Dante, o meglio con Ezra Pound. Nei suoi  Cantos  (per la precisione, nel canto 91) il poeta americano riprende due versi dell’ Inferno  (per la precisione, il canto 26, vv. 34-35) isolandolo dal contesto in cui è inserito e dunque modificandone il significato: “Convien che si mo...

22.11.63

Immagine
"Ora capivo più cose, ma questo ancora non mi aiutava nella decisione che dovevo prendere". 22.11.63 racconta la storia di Jake Epping, un anonimo professore di letteratura inglese, la cui vita non è tanto diversa dalla nostra. Piccole delusioni personali, un gatto che gli fa compagnia, una moglie che se ne è andata. Non è di certo un eroe del nostro tempo. Ma un giorno il nostro professore scopre una porta temporale che lo porterà dal 2011 al 1958. E qui avrà modo di cambiare il corso della storia (tra gli eventi che intende modificare, perché ce n'è più di uno, spicca l'assassinio di J.F. Kennedy). Ma a quale prezzo? Dunque, dunque, dunque. Questo romanzo di Stephen King è semplicemente meraviglioso. Il migliore tra i sette che sinora ho letto di King (la lista include: Shining, Misery, IT, La zona morta, Christine, Pet sematary), anche se Shining rimane il mio preferito in quanto è il primo ad avermi folgorato. Se dovessi banalizzare la storia con una formuletta, d...