La bambina che amava Tom Gordon, di Stephen King
Sono due i motivi per cui scrivo note sui libri che leggo. Il primo è obbligarmi a una lettura attiva, cioè riflettere con maggiore profondità mentre tengo in mano un libro; il secondo è fissare su un supporto esterno quelle immagini, quei pensieri che probabilmente scivolerebbero via dalla memoria. Potrei aggiungere un terzo motivo, la vanità, ma quella ci accompagna sempre nella vita e riguarda probabilmente un po’ tutto ciò che faccio, quindi possiamo lasciarla sullo sfondo: è una presenza scontata. Perché questa premessa? Perché nel corso degli anni sono stato piuttosto scostante nello scrivere dei libri che leggo, e a volte me ne pento. In particolare, in questo momento mi infastidisce non ricordare l’origine di un’immagine: c’è un padre che, a seguito di una separazione, entra nella stanza di sua figlia, una bambina che non arriva ai dieci anni. È sera e vuole salutarla prima di lasciare per sempre quella casa. La bimba è a letto e finge di dormire. Forse lo fa per impedire che i...